The Sting !!!


tit         di Giuseppe Cloza

Scritto il: 4 agosto 2013

Come forse alcuni sapranno, l’altro giorno ho avuto il piacere di essere ospitato a Radio24. Dopo la trasmissione ho chiesto allo staff Immagine & Comunicazione di Bassa Finanza com’era andata. Lo staff è composto da un team di quattro giovani, che qui siamo fautori delle nuove leve. In realtà, l’addetto Immagine, un piccolo lord diciannovenne che mi impedisce di indossare i calzini corti bianchi (di spugna, of course) assieme a giacca e cravatta, non era stato consultato: dato che si era in radio, potevo presentarmi anche con le infradito. Comunque, la Media & Communication Senior Analyst (21 anni) ha espresso un giudizio positivo e ben motivato: “E’ andata abbastanza bene: li hai terrorizzati, come al solito”.

In effetti anche la brava conduttrice – che salutiamo con affetto – a un certo punto mi ha dato del “disfattista” in diretta. Ottimo segno.

Delle due PR Junior, una non mi ha potuto ascoltare in quanto impegnata nella difficile e ben più importante missione di cercare i pinoli e sbucciarli senza spiaccicarli; l’altra, un po’ più anziana (10 anni), mi ha riferito di aver ascoltato solo due minuti dei 45 della trasmissione.

“Come mai?”, ho chiesto perplesso.

“Eri noioso”.

Una santa verità. In effetti me lo dicono anche i lettori (Dolores, la responsabile del Back office, ha dovuto rinunciare al week end a Saint Tropez per gestire l’ondata di cancellazioni dal sito), specialmente quelli che vorrebbero soluzioni semplici e sicure per investire i soldi al 5% senza rischi e senza pensieri come ai bei tempi dei Bot. Sono ripetitivo, insomma. D’altronde è ormai quasi impossibile fare del sano catastrofismo quando tutto indica chiaramente che si va nella direzione opposta. Ad esempio a luglio negli Usa la vendita di auto Porsche è aumentata del 36%[1] e anche le Ferrari pare vadano alla grande.

Purtroppo ho questo vizio di cercare di concentrarmi per più di 40 secondi (pericoloso per la salute, mi dicono) e allora trovo anche altre notizie. Tipo che oggi 1 americano su 6 prende i sussidi governativi per far la spesa (Food Stamp), mentre negli anni ’70 il rapporto era di 1 su 50.[2] Un bel progresso, no? Gli anni ’70… fra un po’ ne riparliamo. Oppure c’è questa simpatica statistica secondo cui oltre un milione di bambini e ragazzi che frequentano la scuola sono senzatetto (homeless children):

WASHINGTON, D.C. — For the first time in history, public schools reported more than one million homeless children and youth, according to data released today by the U.S. Department of Education…[3] 

Saranno quelli che i genitori non li vanno a prendere col Cayenne, immagino. Oh, fra l’altro pare che questo numero di homeless children sia aumentato del 57% rispetto all’anno scolastico 2006/2007. Probabilmente in linea con l’aumento di vendita delle Ferrari, oltre che dell’indebitamento Usa:

https://i0.wp.com/www.bassafinanza.com/wp-content/uploads/2013/08/debt-gdp3.bmp

In blu la crescita del debito, in rosso quella dell’economia reale (il Pil, o Gdp). E’ piuttosto evidente che non c’è alcuna speranza di rientrare con mezzi normali.

Così, a uno gli piange un po’ il cuore. Bassa Finanza invece vorrebbe cercare di fornire un po’ di consapevolezza per una vita più alta. Specialmente per i più piccoli, che quando saranno alti non abbiano ereditato solo il debito precedente. E visto che grafici del genere si potrebbero mostrare più o meno per tutto il mondo “sviluppato”, se a uno gli fossero rimasti un paio di neuroni funzionanti, invece di dibattere animatamente sulla riduzione delle tasse di 8 euro da qui al 2050, potrebbe anche chiedersi: come è stato possibile tutto ciò, specialmente a partire dagli anni ’70? Notare, prego, quando ha inizio la divergenza fra linea blu e rossa.

Una bella domanda, che se uno riuscisse un minimo a capire come funziona il sistema, forse lo potrebbe spiegare a qualcun altro e così via. Magari spiegandolo in parole povere e non in assiro-babilonese da blasonato economista. Già, ma come funziona il sistema?

Henry Ford, il grande industriale, negli anni ’30 aveva un’opinione precisa:

È bene che la gente non capisca come funzionano il sistema bancario e monetario, perché altrimenti credo che ci sarebbe una rivoluzione prima che faccia giorno.[4]

Incoraggiante. Detto questo, il sistema funziona in un modo semplicissimo (gli economisti inorridiscano per queste mie semplificazioni): la creazione di moneta, a partire in particolare dagli anni ’70 è avvenuta sempre meno attraverso gli Stati e sempre più attraverso le banche. Che significa? Semplice: uno Stato può stampare moneta per utilizzarla senza bisogno di applicare interessi; una banca crea moneta sotto forma di credito (prestiti) a cui applica degli interessi. Così lo Stato si fa prestare i soldi (invece di crearli direttamente) da chi li crea dal nulla (le banche). Per farsi prestare i soldi, lo Stato emette i Titoli di Stato (si indebita), sui quali deve poi pagare gli interessi. Dopo un po’, come al solito, gli interessi aumentano in modo esponenziale strangolando lo Stato, che alla fine deve indebitarsi anche per pagare gli interessi sui debiti precedenti. Allora, come sarebbe il debito di uno Stato se non ci fosse questo giochino degli interessi da pagare (principalmente alle banche, che sono le maggiori detentrici di titoli)? Ecco qua un bel calcolo del debito pubblico della Francia in percentuale sul Pil dal 1979 al 2009:

:

Senza interessi, il debito sarebbe sceso dal 21%  del Pil nel 1979 all’8% nel 2009. Con gli interessi è passato dal 21%  all’80% (e oggi ancora di più).[5] Il fatto che ci siano tutti questi interessi da ripagare è anche il motivo principale per cui continuano a “salvare” la Grecia… in realtà indebitandola sempre più.

Sarà forse per questo aumento esponenziale che ormai ci sono banche che hanno dimensioni maggiori degli stati stessi. Anche perché la creatività non manca. L’altro giorno, ad esempio avrebbero pizzicato una super mega banca teutonica che pare avesse fatto prestiti creativi per guadagnare in modo un po’ rischiosetto e senza farli apparire nei bilanci. Semplificando il contenuto dell’articolo, il meccanismo usato funzionava così: tu vai in banca e chiedi un prestito; loro ti chiedono di depositare dei titoli a garanzia; tu gli porti i titoli; loro vendono i tuoi titoli e con il ricavato ti fanno il prestito, su cui pagherai lauti interessi. Il tutto fuori dai controlli e dai bilanci. Carino, vero? Specialmente se fatto da banche con assets pari a duemila miliardi e derivati per 55mila di miliardi.[6] Che uno potrebbe chiedersi: e se lo stessero facessero in tanti? Chissà. In effetti ogni tanto si apre improvvisamente qualche voragine. L’altro giorno ad esempio hanno scoperto – matuguarda – che una mega banca inglese necessita urgentemente di una dozzina di miliardi per ripianare qualche buco.[7] Chilavrebbemaidetto.

Sempre in tema di creatività, pare che a breve verranno finalmente lanciati sul mercato dei nuovi prodotti che andranno a sostituire i bond legati ai mutui subprime del 2007-2008, di cui tutti sentivamo la mancanza. A chi fosse sfuggito, la presunta ripresa immobiliare in Usa dipende in buona parte dal fatto che grossi operatori finanziari stanno acquistando decine di migliaia di case a prezzi di sconto per poi… affittarle. A questo punto, per liberarsi del rischio che gli inquilini non paghino, stanno iniziando a cartolarizzare gli affitti creando dei deliziosi prodottini strutturati in forma di bond, dove la cedola è data dal flusso dei pagamenti di migliaia di affitti. Proprio come avveniva con i mutui subprime. Gli verrà assegnato un bel rating, si suppone, e dato che la cedola sarà appetibile, i soliti fondi e fondi pensione ci si butteranno, alla disperata ricerca di un rendimento per pagare le pensioni o placare i clienti delusi. Specialmente quelli che vogliono il 5% senza rischi, come ai bei tempi dei Bot (un’occhiata qui). La fase successiva, ovvio, è la creazione di un mercato dei derivati su questi prodotti. Finirà bene, come sempre. Ma per favore, non vi preoccupate: Ben e Mariuccio ci salveranno.

A questo punto ci sarebbe bisogno di un riepilogo, una cosa semplice. Perché in realtà il funzionamento del sistema è semplicissimo. Roba che può capire e spiegarci benissimo anche una bambina di 12 anni. Allora, se avete ancora 6 minuti di pazienza ecco un video (sottotitolato in italiano). Lo potremmo intitolare: Piccole economiste crescono.

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[4] Questa e altre amenità trovate in Siamo Fritti, il libro dove cerco si spiegare come stanno le cose.


 

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