Anche l’Europa avrà le sue terre rare e potrà emanciparsi da Russia e Cina

A Kiruna, in Svezia, il gruppo minerario Lkab ha annunciato di la scoperta del “più grande giacimento conosciuto in Europa” di terre rare. Un’ottima notizia sia a livello economico sia, soprattutto, a livello ambientale.
Di Giulia Favetti pubblicato il 13 Gennaio 2023, nel canale BATTERIE

Il 2023 sta portando, quasi ogni giorno, notizie incoraggianti sul fronte ambientale; l’eolico offshore sta sperimentando turbine eoliche giganti in grado di produrre 44,8 kWh di elettricità con un solo giro di pala, le potenzialità dello sfruttamento delle onde a fini energetici si stanno facendo strada, arrivando anche oltre oceano e ora l’Europa potrà creare una catena di valore completa per la propria transizione verde, rendendosi indipendente dalle forniture di altri Paesi, come Russia e Cina.


Il gruppo minerario svedese Lkab,infatti, ha annunciato in queste ore di aver scoperto, nella zona di Kiruna, “più grande giacimento conosciuto in Europa” di terre rare.
In particolare, secondo le stime dell’azienda, i significativi depositi conterrebbero oltre un milione di tonnellate di questi preziosi minerali per l’industria del digitale e delle energie verdi.


“Questa è una buona notizia, non solo per LKAB, la regione e il popolo svedese, ma anche per l’Europa e il clima. Questo è il più grande deposito conosciuto di elementi di terre rare nella nostra parte del mondo e potrebbe diventare un elemento fondamentale per la produzione delle materie prime assolutamente cruciali per consentire la transizione verde. Ci troviamo di fronte a un problema di approvvigionamento. Senza miniere, non ci possono essere veicoli elettrici”, ha ffermato Jan Moström, Presidente e CEO del gruppo, LKAB.

Attualmente nessun elemento tra le terre rare viene estratto in Europa; allo stesso tempo, la domanda di questi minerali è destinata ad aumentare drasticamente con l’esponenziale crescita dell’elettrificazione.

Secondo gli esperti, la sempre più vorace fame del mercato porterà a una sotto-offerta globale in un momento di crescenti tensioni geopolitiche.

Secondo la valutazione della Commissione Europea, la domanda di terre rare per auto elettriche e turbine eoliche, tra gli altri, dovrebbe aumentare di oltre cinque volte entro il 2030.

Oggi il Vecchio Continente dipende fortemente dalle importazioni di questi minerali, settore in cui la Cina domina quasi interamente, e questa circostanza aumenta esponenzialmente la vulnerabilità della nostra industria.

Le terre rare sono essenziali in tantissimi processi di produzione ad alta tecnologia e sono utilizzate per produrre, tra gli altri, veicoli elettrici, turbine eoliche, dispositivi elettronici portatili, microfoni e altoparlanti.

“L’elettrificazione, l’autosufficienza e l’indipendenza dell’UE da Russia e Cina inizieranno nella miniera. Dobbiamo rafforzare le catene del valore industriale in Europa e creare reali opportunità per l’elettrificazione delle nostre società. La politica deve dare all’industria le condizioni per passare a una produzione verde e senza fossili. Qui l’attività mineraria svedese ha molto da offrire.”, ha dichiarato Ebba Busch, viceministro di Stato della Svezia e ministro per l’energia, le imprese e l’industria.

La strada per l’indipendenza europea è quindi tracciata, ma ancora lunga.

Il primo passo è una richiesta di concessione di sfruttamento del giacimento di Per Geijer per poterlo indagare più a fondo e verificare le condizioni per l’estrazione, domanda che LKAB intende presentare entro la fine dell’anno.

Il gruppo minerario ha già iniziato a preparare una deriva, lunga diversi chilometri, a una profondità di circa 700 metri nella miniera già esistente di Kiruna, verso il nuovo deposito per poterlo studiare in profondità e in dettaglio.

“Stiamo già investendo molto per andare avanti e prevediamo che ci vorranno diversi anni per indagare sul deposito e sulle condizioni per estrarlo in modo redditizio e sostenibile. Siamo profondamente consapevoli delle sfide che accompagnano l’uso del suolo e degli impatti che esistono per trasformarlo in una miniera e che dovranno essere analizzati per vedere come evitarli, minimizzarli e compensarli. Solo allora potremo procedere con una domanda di revisione ambientale e richiedere un’autorizzazione”, ha spiegato Jan Moström.


Il CEO ha poi aggiunto:

“Se guardiamo a come hanno funzionato altri processi di autorizzazione all’interno del nostro settore, ci vorranno almeno 10-15 anni prima che possiamo effettivamente iniziare a estrarre e fornire materie prime al mercato. E poi stiamo parlando di Kiruna, dove LKAB estrae minerali da oltre 130 anni. Qui, l’attenzione della Commissione europea su questo tema, per garantire l’accesso ai materiali critici, e il Critical Raw Materials Act su cui la Commissione sta lavorando, è decisiva. Dobbiamo modificare i processi di autorizzazione per garantire una maggiore estrazione di questo tipo di materia prima in Europa. L’accesso è oggi un fattore di rischio cruciale sia per la competitività dell’industria europea che per la transizione climatica”.

I risultati promettenti dell’esplorazione in corso di LKAB a Kiruna e Gällivare sono stati presentati la scorsa primavera. Studi più approfonditi hanno mostrato un aumento da 400 milioni di tonnellate di risorse minerarie ad alto contenuto di ferro a oltre 500 milioni di tonnellate, con il deposito di Per Geijer contenente fino a sette volte il grado di fosforo dei giacimenti minerari che LKAB estrae attualmente a Kiruna.


Il fosforo è uno dei tre nutrienti nei fertilizzanti minerali necessari per la produzione alimentare ed è nell’elenco dell’UE dei minerali critici.

Inoltre, Per Geijer conterrebbe più di un milione di tonnellate di metalli rari sotto forma di ossidi, fondamentali per la produzione di elementi di terre rare (REE).

Un tale deposito sarebbe sufficiente a soddisfare gran parte della domanda futura dell’UE per la produzione dei magneti permanenti, necessari per i motori elettrici di veicoli elettrici e turbine eoliche.

LKAB ha accolto con grandissimo entusiasmo le opportunità nate da questa scoperta tenendo in grande considerazione il rispetto per l’ambiente, rivisitando e re-inventando il modo in cui i minerali vengono estratti.

Dal momento che gli elementi delle terre rare di Per Geijer si trovano, insieme al fosforo, nel minerale di apatite, in quello che è principalmente un deposito di minerale di ferro, è possibile trasformare quello che fino a ieri era considerato un sottoprodotto, uno scarto, in una risorsa.

“LKAB sta progettando un parco industriale circolare a Luleå con una nuova tecnologia per l’estrazione e la lavorazione di fosforo, elementi delle terre rare e fluoro, basata sulla produzione mineraria esistente di oggi. Lì, invece di gettare in discarica il materiale, lo si potrà utilizzare per creare nuovi prodotti sostenibili. L’avvio della produzione è previsto per il 2027″, ha affermato Leif Boström, Senior Vice President, Business Area Special Products, LKAB.

In ultima analisi, in Norvegia è partito – e sta proseguendo con enorme successo – il programma Revolt Northvolt per il riciclo delle batterie delle EV (electric vehicles).


A novembre 2021 la società svedese annunciò di essere riuscita a realizzare la prima batteria NMC (sigla che nasce dai tre componenti presenti, cioè nichel, manganese e cobalto) usando il 100% di materiale riciclato per la cella.

“Quello che abbiamo mostrato qui è un chiaro percorso per chiudere il ciclo sulle batterie e che esiste un’alternativa sostenibile ed ecologicamente preferibile all’estrazione convenzionale per reperire materie prime per la produzione di batterie, aveva commentato a suo tempo Emma Nehrenheim, direttore ambientale di Northvolt e responsabile di Revolt, il programma di riciclaggio della Società.

“Il processo di riciclaggio può recuperare fino al 95% dei metalli in una batteria a un livello di purezza pari al materiale vergine fresco aggiunse. “Ciò di cui abbiamo bisogno ora è aumentare le capacità di riciclaggio in previsione dei futuri volumi di batterie che lo richiederanno”.

Dal 2021 ad oggi Northvolt ha ampliato la propria rete di hub di riciclo non solo in Svezia e Norvegia ma anche in Germania, buttando le basi per chiudere perfettamente in cerchio delle tre R: ridurre, riutilizzare, riciclare.

Questo, in aggiunta alla scoperta del giacimento di Kiruna, dà all’Europa ottime carte per sviluppare e sostenere la propria transizione energetica, dal fossile al rinnovabile, in modo pienamente sostenibile.

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