Confessioni di un banchiere svizzero


CAPITALISMO

Giancarlo Galli, saggista ed economista

Giancarlo Galli, saggista ed economista

Giancarlo Galli, ” Euro – La grande scommessa” , Mondadori, 2001

Pagg.123-127.

E' il tardo pomeriggio di una magnifica giornata di luglio. Anno Duemila. L'amico-banchiere che siede a uno dei piani più alti di Bahnhofstrasse (la via delle banche) mi ha invitato per il tè delle cinque. Avendo vissuto e fatto carriera nella City londinese, è rimasto affezionato al rito. La veranda panoramica è spalancata sull'orologio dorato di St. Peters.

Al tocco, un'impeccabile assistente porta i bricchi d'argento, le tazze di porcellana cinese, le miscele e i filtri indiani.

Coetanei, custodiamo nello zaino della vita mezzo secolo d'amicizia, nata in maniera assolutamente casuale in un ostello della gioventù nel Midì francese.

Entrambi studenti in economia: lui con alle spalle una famiglia calvinista carica di tradizione e ricchezza, io, dalle radici cattoliche, con velleità giornalistiche. Per bizzarre e giovanili circostanze, ci giuriamo amicizia, legandola a una clausola: mai e poi mai avremmo mischiato cameratismo e professione. Verità è che io sottoscrissi con la leggerezza del diciottenne, mentre lui già sapeva che sarebbe divenuto un banchiere, uno gnomo di Zurigo. Il tempo ha incrinato la sacralità dei giuramenti? Forse. Mai era comunque accaduto che Freddi (così lo chiamavo per la glacialità dei comportamenti) m'invitasse nel sancta sanctorum.

Anche questa volta, preavvertito del mio viaggio, avrebbe dovuto prelevarmi all'hotel, per poi celebrare il week-end nella sua casetta di montagna, sopra Vaduz. Con le mogli a preparare la

Bahnhofstrasse

Bahnhofstrasse

fonduta, ad allineare le bottiglie di kirsch. Noi a passeggiare nel bosco, osservando i cervi e i caprioli, discutendo, tema obbligato, sul tramonto dell'Occidente. Complice il diletto Spengler... Recita invece il messaggio: " Vieni per il tè. Solo".

"Gli anni fuggono, amico, come la sabbia fra le dita. Invecchiamo. La prostata l'hai sistemata davvero? Io non ancora, mi dirai... Non è questo che mi preoccupa, e nemmeno la morte, mi conosci... Piuttosto, vedo avvicinarsi la fine di un mondo, di Zurigo...".

” Fatico a capirti. Perché dovrebbe morire una città, e cos’è mai Zurigo per temere l’ apocalisse ? “

” Ti rispondo col linguaggio della mia gente.  Zurigo si trova a nord del lago di Zurigo, in quel cantone di Zurigo che è la cassaforte dell’ Occidente. Le sue viscere sono popolate di esseri indaffarati a maneggiare quanto vi è di più importante nell’universo, l’oro e il denaro. Ti rendi conto che gli imperiali hanno decretato la fine dell’oro, del denaro ?

” Non è vero, sono allucinazioni di un banchiere vecchio e stanco, col Psa fuori controllo…”

“Per te, pur attento cronista, forse è così. Invece è in atto la congiura suprema, innanzi alla quale persino quei manigoldi che furono Law e Keynes impallidiscono. S’è mosso il potere imperiale, posseduto da assoluta determinazione.

” Freddi, tentiamo di andare con ordine, nel limite del possibile. Prova a mettere in un canto la tua cultura professionale, le tavole degli gnomi, probabilmente custodite in qualche segreto anfratto di questa Zurigo che tu, essendovi nato, tanto ami. E rispondi, con chiarezza, al cronista. Affinché anche la mia ignoranza e la mia superficialità vengano colmate. Perché getti fango su Law e Keynes ? “

“Ben mi guardo dal gettare fango. Semmai, il contrario. Erano innovatori spregiudicati, ma l’avversione che nutrivano verso l’oro era in larga misura strumentale al carrierismo. Non fuggì Law con una cassetta colma di monete d’oro ? E Keynes, lo sai bene, predicava socialità; e speculava in Borsa, contro la sterlina. Più che opporsi al sistema, lo ricattavano. Da sinistra, per usare un’immagine politica. Adesso è diverso. Non più l’imperialismo monetario dei principi, ma la dittatura monetaria.”

Can you tell what the difference is between these two $1 bills? If you went to spend them, each would get you a burger off of the dollar menu although there is a major difference between the two. The bill on the top is based on the Gold Standard while the bill on the bottom is merely an illusion of value based on the magical powers of a Treasury Department printing press.

Can you tell what the difference is between these two $1 bills?
If you went to spend them, each would get you a burger off of the dollar menu although there is a major difference between the two.
The bill on the top is based on the Gold Standard while the bill on the bottom is merely an illusion of value based on the magical powers of a Treasury Department printing press.

“Avendo incassato la patente dell’ignorante, spiegati.”

“Primo, hanno annullato il valore di ogni moneta. Cosa vale davvero il dollaro, se non quel che pretende la Federal Reserve di Alan Greenspan ? Greenspan non è un banchiere, è il sommo pontefice del dio dollaro. La Casa Bianca è la succursale della Federal Reserve. E a cosa servono i cicli petroliferi se non a favorire il dollaro? Vuoi prendere atto che i giapponesi, cioè lo yen, sono schiavizzati, e presto lo saranno pure i cinesi con lo yuan ? Non parliamo dei russi. dopo aver ingozzato il buon Gorbaciov con piatti di lenticchie, hanno messo sotto tutela Eltsin e PutinE guarda come strapazzano l’euro.”

“Non sembri molto originale nel raccontare queste cose. Vi sono membri della tua confraternita che vanno dipingendo, in privato, scenari ancora più cupi. Un Mitterand pugnalato nella tomba, un Kohl sloggiato dal piedistallo per demolire i santi patroni del Vecchio Continente. Li ho ascoltati, ma non mi hanno affatto convinto. I governi socialisti di mezza Europa dovrebbero essere presidiati da imbelli…”

“Da socialdemocratici. Lascialo dire a un liberale conservatore, poiché i liberali sono conservatori. Avevano ragione Lenin e Stalin a considerare i socialdemocratici e le socialdemocrazie fra le entità più pericolose. Perché non capiscono.”

“Cosa non capiscono? “

“Le dinamiche del capitalismo imperiale. Vengono uccise le monete per decapitare le sovranità nazionali, tutto facendo confluire lassù. E’ la prima fase. Poi, imponendo la moneta elettronica, ed essendo gli unici a manovrarne i congegni, in quanto Asia ed Europa sono in ritardo di un quarto di secolo sull’America, s’impossessano di ogni individuo…”

” Sei impazzito? “

” Lucidamente angosciato. Ogni CARD è una schedatura automatica. Presto, non vi sarà più oro se non per i gioielli, nemmeno carta filigranata. Chi deciderà della ricchezza ?

” Persino voi, banchieri scudocrociati, vendete l’oro che riposava nei vostri caveau. Tutte le banche centrali vendono.”

“E’ la dimostrazione che il virus ha compiuto passi da gigante.”

Josef Ackermann, CEO della Deutsche Bank e membro del Bilderberg (sopra) da tempo fattorino dei Rothschild

Josef Ackermann, CEO della Deutsche Bank e membro del Bilderberg (sopra) da tempo fattorino dei Rothschild.

” E allora ? “

“Non dovrei, ma a un amico fraterno posso confessarlo: stiamo organizzando la resistenza.   Se le banche centrali, succube, vendono, qualcuno compra. Chi ? Prova a domandartelo. Se spuntano episodi di guerriglia contro la globalizzazione, il Fondo monetario internazionaleil World Trade Organization, ci sarà pure qualcuno a sostenere…”

” Tu, voi, chi ? “

“Non precipitiamo. Diciamo che nel Primo come nel Terzo mondo, un Terzo Mondo che gli imperiali vanno umiliando dietro una cortina di falsa generosità, sta maturando la consapevolezza che il cosiddetto Nuovo ordine monetario è una trappola. Bisogna in qualche modo tornare all’oro. Alla stessa maniera per cui, giudicando i titoli quotati in Borsa e il cui valore ha perso ogni contatto con le realtà aziendali, cioè il profitto, occorre recuperare i “fondamentali”.Ma il megacapitalismo rincorre altri progetti. Usare della moneta elettronica, vale a dire della non-moneta, per asservire le genti.  Capisci?”

” E tu, e voi ? “

“Credo faremo la nostra parte, per difendere la moneta quale simbolo di libertà

E quali sino le loro intenzioni vis-à-vis dell’ Europa comunitaria, gli svizzeri lo hanno dimostrato il 4 marzo 2001. Chiamati alle urne per un referendum (“ Sì all’ Europa “) promosso da gruppi giovanili di sinistra e da alcune frange del partito socialista, lo hanno sonoramente bocciato, col 76,7 per cento di “no”. Un rifiuto che ha accomunato tutti i cantoni.

Come sempre, le autorità di Bruxelles-Francoforte hanno fatto capriole per minimizzare. La stampa internazionale “indipendente” è tuttavia stata chiara. Per il londinese ” The Guardian “, “ gli svizzeri hanno sbattuto la porta in faccia all’Europa”. Per il viennese ” Der Standard “, ” gli svizzeri temono per la sovranità del loro paese, e questa paura è più grande delle possibili conseguenze economiche o politiche negative di questa adesione “.

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