Il documento segreto all’origine della crisi finanziaria globale


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Di Greg Palast

Quando un uccellino ha lasciato cadere sul davanzale della mia finestra la nota confidenziale a tema “gioco finale”, il contenuto si è rivelato talmente esplosivo, malato e malvagio, che stentavo a crederci.

Il memo conferma ogni fantasia fricchettona sulle cospirazioni: nei tardi anni Novanta, i funzionari del Dipartimento del Tesoro americano avrebbero collaborato segretamente con un piccolo gruppo di pezzi grossi delle banche per fare a pezzi la regolamentazione finanziaria mondiale. Quando vedete il 26.3 percento di disoccupazione in Spagna, la disperazione e la fame in Grecia, le rivolte in Indonesia e Detroit in bancarotta, sappiate che tutto risale a questo documento, la genesi del sangue e delle lacrime.

Il funzionario del Tesoro che ha fatto il gioco dei banchieri è Larry Summers. Oggi, Summers è il candidato sostenuto da Barack Obama per il ruolo di Presidente della Federal Reserve. Se questo documento fosse autentico, Summers non dovrebbe lavorare alla Fed, ma starsene in qualche prigione riservata ai pazzi criminali della finanza.

E questo documento è autentico.

Per avere conferme sono andato a Ginevra, dove ho incontrato il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, Pascal Lamy. Lamy, il Generalissimo della globalizzazione, mi ha detto,

“L’OMC non è stata creata come cabala delle multinazionali che cospira segretamente contro il popolo… non ci sono banchieri avidi che fumano il sigaro con cui negoziare, qui.”

Poi gli ho mostrato il rapporto.

All’inizio il tirapiedi di Larry Summers, Timothy Geithner, ricorda al suo capo di chiamare i pezzi grossi delle banche per mobilitare i loro eserciti lobbisti.

“Avvicinandoci al gioco finale dei negoziati sui servizi finanziari dell’OMG, credo sarebbe una buona idea stabilire un contatto con gli amministratori delegati…”

Per evitare a Summers di dover chiamare il suo ufficio in modo da ottenere i numeri di telefono (che secondo la legge degli Stati Uniti dovrebbero apparire sui registri pubblici), Geithner ha elencato le linee private degli allora cinque amministratori delegati più potenti del pianeta. Ovvero:

Goldman Sachs: John Corzine (212)902-8281

Merrill Lynch: David Kamanski (212)449-6868

Bank of America: David Coulter (415)622-2255

Citibank: John Reed (212)559-2732

Chase Manhattan: Walter Shipley (212)270-1380

Lamy aveva ragione: non fumano il sigaro. Vado avanti e li contatto. Ricevo un allegro ciao personale da Reed—allegro fintanto che non gli ho rivelato che non ero Larry Summers. (Nota: nessun segnale dagli altri numeri. E Corzine non può essere contattato poiché al momento sta affrontando dei procedimenti penali.)

Non è tanto la piccola cabala formata da Summers e dai banchieri ad essere preoccupante. L’orrore è rappresentato dal scopo stesso del gioco finale.

Vi spiego:

Era il 1997. Il Segretario del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, Robert Rubin, stava spingendo duramente per de-regolamentare le banche. Cosa che richiedeva, in primo luogo, l’abrogazione del Glass-Steagall Act per smantellare la barriera tra banche commerciali e banche di investimento. O come sostituire i caveau con delle roulette.

In secondo luogo, le banche volevano arrogarsi il diritto di giocare a un nuovo gioco ad alto rischio: il “trading dei derivati”.

Il Vice Segretario del Tesoro (prossimo nel sostituire Rubin come Segretario) bloccò ogni tentativo di controllare i derivati.

Ma a quale scopo trasformare le banche americane in un casinò di derivati, se poi il denaro sarebbe finito comunque in nazioni con leggi bancarie più sicure?

La risposta ideata dalle cinque grandi banche: eliminare i controlli sulle banche in ogni nazione del pianeta—in un solo colpo. Tanto brillante quanto pericoloso.

Come procedere? L’idea dei banchieri e di Summer era quella di utilizzare l’accordo sui servizi finanziari (FSA), un’appendice astrusa e innocua agli accordi commerciali internazionali sotto la supervisione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Fino a che i banchieri non hanno iniziato il loro gioco, gli accordi OMC erano trattati semplicemente come scambi di merci; ad esempio: le mie macchine per le tue banane. Le nuove regole ideate da Summers e le banche avrebbero costretto le nazioni ad accettare gli scambi di titoli tossici come i derivati finanziari.
Prima del rimaneggiamento dell’FSA, ogni paese controllava l’attività delle banche all’interno dei propri confini. Le nuove regole del gioco li avrebbero costretti ad aprire i loro mercati alla Citibank, alla JP Morgan e ai loro derivati.

E tutte le 156 nazioni dell’OMC dovettero abbattere le norme che dividevano le casse di risparmio commerciali dalle banche d’investimento che giocavano con i derivati.

Il compito di trasformare l’FSA nell’ariete dei banchieri era stato assegnato a Geithner, nominato Ambasciatore presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Per quale motivo ogni nazione avrebbe accettato che il proprio sistema bancario fosse sequestrato da pirati finanziari come la JP Morgan?

La risposta, nel caso dell’Ecuador, sono state le banane.

L’Ecuador era davvero una repubblica delle banane; il frutto giallo era il cuore dell’economia del Paese. Se si fosse rifiutato di firmare l’FSA, l’Ecuador avrebbe potuto regalare le sue banane alle scimmie e andare felicemente in bancarotta. Di conseguenza, l’Ecuador firmò.

E via così, con ogni paese costretto a firmare per via delle pressioni.

Ogni paese tranne uno, almeno. L’allora neo presidente del Brasile, Iniacio Lula da Silva, rifiutò. Secondo un’altra nota confidenziale su cui ho messo le mani, per rappresaglia il Brasile fu minacciato con un embargo virtuale dei suoi prodotti dal Commissario Europeo per il Commercio dell’Unione, tale Peter Mandelson. Ma la resistenza di Lula ebbe la meglio e il Brasile è sopravvissuto e ha prosperato nel corso della crisi bancaria del 2007-2009.

La Cina ha firmato—ma ha ottenuto qualcosa in cambio. Nello specifico, il controllo dei componenti di auto di marchi americani e altri mercati. (In poche parole, due milioni di posti di lavoro americani sarebbero stati spostati in Cina.)

Il nuovo FSA ha scoperchiato il Vaso di Pandora del mercato dei derivati. Tra le risultanti operazioni più note: Goldman Sachs (di cui il segretario del Tesoro Rubin era co-presidente) ha stretto un accordo segreto con la Grecia distruggendone in ultima analisi l’economia. L’Ecuador, con un settore bancario de-regolamentato e ormai distrutto, esplose in tumulti. L’Argentina ha dovuto vendere le sue compagnie petrolifere (alla Spagna) e i suoi sistemi acquiferi (alla Enron), mentre gli insegnanti erano ridotti a cercare cibo nei bidoni della spazzatura. Poi i banchieri si sono tuffati nelle piscine di derivati dell’Eurozona senza saper nuotare—e ora il continente viene venduto in piccoli tranci low-cost alla Germania.

Quelle dell’FSA non erano solo minacce, ma anche tentazioni. Del resto, ogni male inizia con il morso a una mela offerta da un serpente. La mela: i mucchi scintillanti di guadagni nascosti nell’FSA a destinazione delle élite locali. Il serpente si chiamava Larry.

Possono tutta questa cattiveria e questo dolore fluire da un singolo documento?
Ovviamente no: il male era rappresentato dal gioco stesso, come interpretato dalla cricca dei banchieri. La nota rivela solo il loro piano per lo scacco matto.

E al tempo stesso dice molto di Summers e Obama.

Mentre miliardi di anime tristi continuano a soffrire a causa del disastro delle banche, Rubin e Summers non se la passano così male.
La deregolamentazione di Rubin aveva permesso la creazione di una mostruosità finanziaria chiamata “Citigroup“. Poche settimane dopo essersi dimesso dal suo incarico, Rubin è stato nominato Direttore, quindi Presidente della Citigroup, che è andata in bancarotta mentre pagava Rubin per un totale di 126 milioni di dollari.

Poi Rubin ha assunto un’altra carica, quella di finanziatore della campagna di un giovane senatore: Barack Obama. A pochi giorni dalla sua elezione a Presidente, Obama, su insistenza di Rubin, ha investito Summers del titolo di Zar dell’economia americana, e ha reso Geithner la sua zarina (cioè, il Segretario del Tesoro). Nel 2010, Summers è tornato alla “consulenza” per Citibank e altre discendenti della deregolamentazione, ruolo che gli ha fruttato 31 milioni di dollari dai tempi del rapporto.
Il fatto che Obama avrebbe scelto Summers per correre alla scrivania della Federal Reserve significa che, sfortunatamente, siamo lontani dalla fine del gioco.

Un ringraziamento a Mary Bottari della Bankster USA, www.BanksterUSA.org. Senza il suo aiuto quest’indagine non sarebbe mai andata avanti.

Il filmato del mio incontro con Lamy è stato creato per Ring of Fire, condotto da Mike Papantonio e Robert F. Kennedy Jr.

Greg Palast è un autore e giornalista investigativo americano. Ha collaborato con la BBC e scritto per diverse testate di primo livello. Qui trovate il suo account twitter.

 

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