GEOPOLITICS : Red Passion


So che mi attirerò molte “simpatie” con questo mio pezzullo ma di assistere ad interventi di commentatori improvvisati di geopolitica non ne posso più …

Nel migliore dei casi abbiamo professori universitari, per mancanza di prove a contrariis, che portano l’ultima loro pubblicazione interamente realizzata dai poveri assistenti sottopagati, anonimi per l’eternità e da tesisti cui “casualmente” è stato imposto un argomento che presto sarà oggetto di pubblicazione del baronetto universitario…

Nel peggiore dei casi, il personaggio intervistato, con fare grave e compreso, dispensa pensierini di geopolitica stile “Baci Perugina” ( lo ammetto sono sponsorizzato) che persino il giornale della diocesi locale avrebbe pudore a pubblicare …

Oltretutto, questi autorevoli commentatori consumano parecchie ore della loro giornata in apparizioni e interventi radiofonici e televisivi…mi chiedo quando abbiano il tempo di studiare e contattare i referenti esteri, spesso con fusi orari diversi …

Prima di addentrarmi ulterioremente voglio fare una premessa doverosa: chiunque sia tra i miei contatti e collegamenti è perché lo ritengo, nella mia infinita pochezza, autorevole e credibile .

Ora veniamo alla metodologia che, a mio modesto parere, un analista geopolitico deve avere per essere attendibile e soprattutto interessante per le proiezioni che riesce a dare e corroborate successivamente dai fatti:

1) Capacità di disamina delle fonti aperte senza trascurare anche quelle apparentemente meno significative;

2) Network mondiale di insider, anche anonimi, ma verificati nel tempo, cui attingere e discriminare il vero dal falso (avere esperienza è fondamentale); ciò significa lavorare anche la notte per via dei fusi orari differenti;

3) non prendere per oro colato le informative delle agenzie di intelligence: spesso sono come il marito cornuto, sono le ultime a saperlo;

4) Saper navigare nel deep web (tanta ma tanta esperienza e pazienza);

5) Non limitarsi ai report dei corrispondenti di guerra anche se appartenenti alla riserva militare: certamente sono validi e importanti ma la loro condizione “locale” li porta a conclusioni spesso affrettate e raramente ad una visione sistemica che si può avere solo con l’ “helicopter view”;

6) Avere relazioni e mentori non solo tra gli “osservatori” e/o “commentatori” ma anche e soprattutto con coloro che la geopolitica “la fanno” e normalmente sono personaggi che sui media compaiono raramente;

7) Last but not least, STUDIARE, STUDIARE E STUDIARE…

Concludo, pubblicando una foto come test per geopolitici improvvisati e chiedendo loro se hanno mai sentito nominare i signori ritratti nella foto ( ho già dato un aiutone citando i nomi dei due più noti …)…

Se non ne hanno cognizione, hanno ancora tanta strada da fare in questo ramo di studi …

NdR “L’autore ” citato nell’immagine fotografica è Giancarlo Elia Valori…