Cyber Times


Saturday, July 14, 2012

U.S. Cyber Command chief  Gen. Keith Alexander expressed concern today that cyber attacks will soon move from disruptive to destructive in nature, warning that the United States must be prepared for them.

Speaking at an AEI event on cybersecurity, Alexander, who also heads the National Security Agency, emphasized that now — before a crisis, when decision-makers have the time and ability to get it right — is the time to act.

Other highlights from Alexander’s remarks:

  • New legislation on cyber issues, he said, is “vital.” Without commenting on specific legislation, Alexander said that information sharing must be included; that U.S. citizens must be made aware that the government does not intend to violate their civil liberties and privacy; and that standards and rules are key, but controversial. Alexander added that he has discussed the issue with both Democrats and Republicans, but noted the political challenges in passing any legislation.
  • Cyber threats, collectively, are a tougher issue to tackle than nuclear deterrence during the Cold War, he said, because there are five different types of cyber actors: nation-states, cybercriminals, hackers, hacktivists and terrorists.
  • Al Qaeda is not a viable cyber threat today, but could become one in the future because exploiting networks is fairly easy.
  • Addressing cyber issues is a “team sport” involving other agencies. The White House, he said, has led the effort to bring a team together, which includes the Department of Homeland Security and the FBI.
  • DOD (United States Department of  Defense ) must be involved in building a defensive architecture, and even a thin, virtual cloud infrastructure is more defensible than what exists now. DOD also needs a trained and ready cyber team and better situational awareness, Alexander said.
  • China and the U.S. must find a way forward given that the two countries have the largest numbers of computers and related devices.

Jordana Mishory  for  InsideDefense.com

Traduzione Italiana

US Cyber Command, il Generale Keith Alexander ha espresso la  preoccupazione nella giornata odierna che gli attacchi informatici possano presto passare da una natura dannosa ad una distruttiva, avvertendo che gli Stati Uniti devono essere preparati a fronteggiarli.

Parlando ad un evento organizzato dall’ AEI ( American Enterprise Institute ) sulla sicurezza informatica, Alexander, che dirige anche la National Security Agency, ha sottolineato che ora – prima che accada una crisi di questo tipo, quando i responsabili hanno il tempo e la capacità di farlo bene – è il tempo di agire.

Di seguito altri punti salienti tratti dalle osservazioni di Alexander:

  • La nuova legislazione in materia di informatica, ha detto, è “Vitale”.   Senza pronunciarsi sulla legislazione specifica, Alexander ha detto che la condivisione delle informazioni devono essere incluse, che i cittadini USA devono essere resi consapevoli che il governo non intende violare le loro libertà civili e la privacy; e che il rispetto delle norme e le regole sono fondamentali, anche se controverse. Alexander ha aggiunto di aver discusso la questione sia con i democratici che con i repubblicani, ma è consapevole delle sfide politiche che deve affrontare una qualsiasi legislazione in questo settore.
  • Le minacce informatiche, collettivamente, rappresentano una questione più difficile da affrontare di quanto fosse la deterrenza nucleare durante la Guerra Fredda – ha detto – perché ci sono cinque diversi tipi di attori: gli stati nazionali, i criminali informatici, gli hacker, gli hacker attivisti e quelli terroristi.
  • Al Qaeda non è una minaccia informatica valida oggi, ma potrebbe diventarlo in futuro perché allo sfruttamento delle reti è abbastanza facile.
  • Affrontare i problemi informatici è uno “sport di squadra” che  coinvolge altre agenzie.  La Casa Bianca – ha detto – ha condotto lo sforzo di mettere insieme una squadra umita, che include il Department of Homeland Security e l’FBI.
  • Il DOD (United States Department of  Defense ) deve essere coinvolto nella costruzione di una architettura difensiva, ed anche una sottile, virtuale infrastruttura cloud è più difendibile di ciò che esiste ora.  Il  DOD ha anche bisogno di un cyber team addestrato e pronto ed una migliore consapevolezza della situazione, ha detto Alexander.
  • Cina e Stati Uniti deve trovare una via d’uscita dato che i due paesi hanno il maggior numero di computer e dispositivi correlati.

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