Quella che fu la Grande Borghesia mitteleuropea del Nord Italia

by marcello lopez – editor

Nonostante il mio cognome che potrebbe, trarre in inganno, io sono cresciuto nell’orgoglio dell’Italia illuminata dalla grande borghesia del Nord.
Una borghesia mitteleuropea che guardava alle grandi Nazioni del Nord Europa come esempio ma senza soggezione.
l’Italia dei goodfellas, dei picciotti e dei guappi non mi appartiene, mi fa schifo e mi umilia in quanto Italiano.

La mia generazione ha vissuto un momento negli anni ’80 – quando l’Italia, forse anche un po’ drogata da tanta liquidità, giunse ad essere la quinta potenza industriale nel mondo e i media internazionali celebravano Raul Gardini, Giovanni Agnelli, Carlo De Benedetti e Silvio Berlusconi – in cui andavi all’estero e, in quanto Italiano, venivi trattato con ammirazione e rispetto.

Era l’epoca dei “grandi condottieri” che apparvero insieme su una celebre copertina dell’Espresso, Berlusconi-De Benedetti-Gardini: il primo stava creando l’impero della tv commerciale, il secondo scalava la Société Général de Belgique imponendo l’Italia nella grande finanza internazionale, mentre il terzo aveva conquistato la chimica.

Anni ’80 – Da dx. Gianni Agnelli, Raul Gardini, Re Juan Carlos e Paul Cayard

Ora, quando vado all’estero o ricevo e scambio opinioni con nuovi amici o interlocutori, di altre nazioni, mi trovo costretto a spiegare nuovamente, ai meno informati, che l’Italia non è solo pizza, mandolino e mafia.

Io mi ascrivo, come italiano, a questo mondo, ai Grandi Borghesi Illuminati del Nord:
Giuseppe Colombo, Carlo Emilia Gadda,Giulio Natta,Giovanni Battista Pirelli, Angelo Salmoiraghi, Giulio Prinetti, Bartolomeo Cabella, Alberto Riva, i fratelli Egidio e Pio Gavazzi, Pio Borghi, Ettore Conti, Giacinto Motta, Ercole Porro, Enrico Forlanini, Guido Semenza, Carlo Vanzetti, Piero Radaelli, Carlo Erba, Carlo Cattaneo, Enrico Mylius, Brioschi, Enrico De Angeli,  Eugenio Cantoni, Franco Tosi, Corradino Sella, Ferdinando Bocconi, Edoardo Amman, Maffeo Pantaleoni,Leopoldo Sabbatini, Gaetano Negri, Angelo Sraffa, Giuseppe Pagano, Ulisse Gobbi, Luigi Einaudi, Salvatore Cognetti de Martiis,Pasquale Jannaccone, Antonio Graziadei, Camillo Supino, Gioele Solari, Luigi Albertini Alberto Beneduce, Achille Loria, Giorgio Mortara, Corrado Gini, Gaetano Mosca, Francesco Carnelutti, Alfredo Rocco, Gino Zappa, Luigi Luzzatti, Giovanni Montrmartini, Angelo Mauri, Filippo Meda, Giuseppe Toniolo, Filippo Turati, Ernesto Lombardo, Padre Agostino Gemelli, Lodovico Necchi, Armida Barelli, Francesco Maria Vito, Marcello Boldrini, Amintore Fanfani, Pasquale Saraceni, Alberto Beneduce, Donato Menichella, Adriano Olivetti, Giovanni Battista Pirelli e mi scuso con gli eredi dei tanti che ho omesso…

Mestamente concludo che oggi la borghesia del Nord è ridotta nello stato ben descritto da Andrea Crepaldi del Fatto Quotidiano :
«La nostra è una borghesia ridicola, salottiera, con orizzonti mentali sempre più angusti. Per giunta molto presuntuosa. E, ingabbiata nella sua presunzione, non comprende ciò che è patrimonio culturale della borghesia di altri paesi: la coincidenza tra il proprio destino e l’interesse generale del Paese ».
E aggiungo: pronta anche a scendere a patti, per convenienza, con il volto oscuro del Paese.

I Grandi Vecchi – Torino – a dx. mio nonno Nino, Piemontese, Ufficiale di Cavallleria ed ex combattente nella Prima Grande Guerra.
Liberale, antifascista e imprenditore orgogliosamente borghese, sposato con una parigina che studiava violino al conservatorio.

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