Siamo Sicuri ? – Carlo Romeo, Direttore della radio e TV di San Marino, intervista Genséric Cantournet

Siamo Sicuri? – Carlo Romeo intervista Genséric Cantournet

Ho conosciuto Genséric Cantournet, Presidente di KELONY®, nel 2007.
Allora GC ricopriva l’incarico Secutity Vice-President di TIM mentre io, invece, ne ero a quell’epoca un ex, avendo lasciato il gruppo nel ’99, dopo aver lavorato nelle Relazioni Esterne prima sotto l’insegna di SIP e poi di Telecom Italia.
Entrambi eravamo associati ad A.I.P.S.A. – Associazione Italiana Professionisti Security Aziendale – dove GC spesso ebbe a ricoprire i maggiori incarichi associativi cercando di innestare una carica propulsiva ai temi della sicurezza e della protezione in senso lato: dalle aziende agli enti governativi e non, alle infrastrutture critiche.
Quando, nel 2017, lasciato l’incarico di Chief Security Officier in RAI, Genséric Cantournet decise di mettere a disposizione la sua vasta esperienza con una propria iniziativa imprenditoriale e me ne fece parte, aderii immediatamente con entusiasmo e, nel 2018, ne divenni partner.
Genséric Cantournet, all’atto della fondazione della sua creatura KELONY® – Risk Rating Agency, basò i principi portanti della sua nuova realtà partendo da quattro considerazioni “forti”:
1. Che l’approccio tradizionale ai temi della protezione aziendale  non era più valido con la diffusione delle realtà 2.0 e 4.0 basate sulla tecnologia e sulla digitalizzione;
2. Che ormai questi temi vitali per tutte le organizzazioni erano diventati (e perlopiù lo sono ancora, mi permetto di aggiungere) spesso occasione per simposi autocelebrativi e autoreferenziali, con enorme spreco di attestati e corsi spesso inutili, atti ad abellire le pareti degli uffici e là critallizzati, con scarse o poche applicazioni concrete declinate nella realtà aziendale;
3. Che la corruzione all’interno dell’Impresa o di qualsiasi Organizzazione è una metastasi distruttrice di valore, punto; e ciò a prescindere dalla moralità del suo top management.
4. L’ importanza che la “persona” nella sua veste di dipendente, fornitore o consumatore/utente ha per l’Azienda o l’Ente fabbricante il prodotto od erogante il servizio.
Niente a che vedere con l’orribile lessico di alcune HR che usano la definizione di “capitale umano”.
Genséric Cantournet ha coniato“Life First !” per KELONY® al fine di sottolineare questo principio come uno di quelli fondanti lo spirito dell’agire della nostra organizzazione.

Prima di affrontare come concretamente Genséric Cantournet ha affrontato i quattro temi dll’introduzione è importante evidenziare il ruolo assolutamente primigenito che GC ha introdotto con KELONY®, una totale innovazione nell’ambito della Protezione e della Tutela delle imprese.
Per governare e monitorare tutta questa complessità ha brevettato un rating internazionale per misurare la solidità delle aziende dinnanzi ai rischi.
Pertanto il compito di KELONY® è di porsi come Ente Terzo Indipendente  per la verifica e la validazione dei processi di tutela e come garanzia di un maggiore livello di tenuta dell’Azienda, proprio per mantenere quella terzietà che ne conferisce l’autorevolezza ed il valore aggiunto per l’azienda che ne ottiene la validazione fino al massimo del rating.

Rating massimo assegnabile da
KELONY®

Fatta questa importante premessa metodologica, riprendendo la prima criticità delle quattro sopra citate, GC ne derivò un approccio “olistico” ai temi della protezione aziendale: introdusse il concetto di cindinica.
Scopo della “cindinica” è quello di arginare il concetto di fatalità, riducendo al minimo l’area di incertezza e rinforzando la prevenzione e il ruolo che le compete: anticipare le conseguenze dell’inadempienza. Un modello che spinge a ripensare a tutti i livelli la messa in sicurezza delle aziende attraverso un’azione attiva contenendo al massimo la fatalità e la casualità.
Il modello cindinico coglie, dunque, la complessità della sicurezza da un punto di vista rivoluzionario: considera la rilevanza della relazione tra la percezione sociale del rischio e il ruolo delle figure professionali chiamate ad agire per implementare la prevenzione.
Afferma GC: « Di fronte a rischi sempre più iper-connessi e complessi dell’ecosistema normativo, giuridico, sociale, ambientale ed economico, non si può più trarre ispirazione dal passato ma si deve ripensare radicalmente il modello presente; purtroppo, la tutela aziendale continua ad essere gestita in modo frammentato, secondo le varie discipline che la compongono. Da un punto di vista strategico, ma anche operativo, significa aggredire un avversario con forze sparse fin dall’inizio e creare inevitabilmente delle falle, dei gap …omissis
Più che di best practices, i soft-target e le aziende in generale hanno bisogno del supporto di team internazionali ed interdisciplinari di comprovata competenza.
Internazionali perché si ottiene immediatamente una visione più ampia e più ricca dei rischi e, quindi, maggiori possibilità di prevenirli e contrastarli.
Interdisciplinari perché l’unico approccio adeguato non può che essere olistico e convergente fin dall’inizio, per avere una chiara visione del rischio in tutte le sue sfaccettature. Non vederle significa non cogliere gli interstizi dove si nicchiano le vulnerabilità.
La valutazione del rischio intercorrelato è uno degli strumenti cardini per ottenere questo risultato».
Come conseguenza logica GC ha creato all’interno di KELONY® un “Competence Center” composto da professionisti con differenti percorsi e formazioni ma, proprio per questo, in grado di dare una visione definita “helicopter view”:  ossia quella che Peter Senge dfinisce come quel “pensiero sistemico che è disciplina per vedere interi. Una struttura per vedere le interrelazioni piuttosto che le cose, per vedere i modelli di cambiamento piuttosto che le istantanee statiche. ”  

Per quanto riguarda il secondo punto KELONY® ha risposto con un approccio dinamico che potremmo paragonare al sistema di controllo di un sofisticato aviogetto ( N.d.R. Niente a che vedere con il software del 737 MAX della Boeing ;-)).
Basandosi su un approccio convergente e globale, coadiuvato da un metodo di calcolo del rischio intercorrelato – KELONY® utilizza il protocollo algoritmico proprietario VeVa™ che è in grado di allineare la sicurezza percepita con una protezione reale, per evitare l’effetto domino prima che accada.
Ciò consente un monitoraggio continuo della organizzazione presa in carico in tutti i suoi aspetti cogliendo i cosiddetti «segnali deboli» per prevenirli, contrastarli e addirittura anticiparli.

E veniamo al Terzo Punto delle considerazioni iniziali che rappresentano i quattro potenti booster dell’agire di KELONY® : la corruzione.
Pochi giorni fa, il governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenuto all’Incontro con i responsabili di prevenzione della corruzione e della trasparenza organizzato da Anac, ha affermato: «La corruzione è un fenomeno ad ampio spettro, il cui impatto non riguarda solo la sfera dell’assetto istituzionale e della coesione sociale. Rappresenta anche una minaccia alla stabilità del sistema bancario e finanziario, che costituisce per la criminalità il canale potenzialmente più rilevante per riciclare denaro di provenienza illegale e reimmetterlo nel circuito legale » ed ha aggiunto:
« Come sapete dal 27 al 29 maggio si terrà a Vienna l’annuale conferenza degli Stati aderenti alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione nel corso della quale verranno presentati i risultati della valutazione sul nostro Paese, che conferma che l’Italia dispone di un framework regolatorio conforme a tutte le misure di prevenzione richieste dalla Convenzione. Ciò viene testimoniato anche dal progressivo miglioramento che ci viene riconosciuto dagli indici internazionali sulla corruzione ».
È l’Italia il Paese con il più alto livello di corruzione in Europa. Almeno in termini assoluti e non in percentuale al Pil.

Ogni anno perdiamo infatti 236,8 miliardi di ricchezza, circa il 13 per cento del prodotto interno lordo, pari a 3.903 euro per abitante.

La cifra della corruzione, già impressionante di per se, è due volte più alta di quella della Francia, pari a 120 miliardi di euro e al 6 per cento del Pil e di quella della Germania, dove la corruzione costa 104 miliardi di euro (il 4 per cento del Pil).
Questi sono i numeri contenuti in uno studio pubblicato dal gruppo dei Verdi europei basato sulle analisi condotte dalla ong americana RAND per il parlamento europeo, relatrice la deputata 5 Stelle Laura Ferrara.

E ora la Quarta Considerazione, quella che ha generato il motto di
KELONY® : “Life First !”.
Quanto costa complessivamente la sicurezza sul lavoro al Sistema Paese?
Non è facile dirlo. Le stime di organismi ufficiali (EU-OSHA, INAIL) la pongono tra il 2,5 ed il 3,2% del PIL.
Siccome il PIL dell’Italia, nel 2015 era di 1636 miliardi di euro, stiamo tra (arrotondando): 41 miliardi € ≤ Sicurezza ≤ 52 miliardi €
Se questi sono i numeri già si comincia a comprendere la necessità di farsi un’idea dell’entità dei fenomeni.
Assumeremo che sia pari a 46 miliardi €.
I problemi di salute e gli infortuni legati al lavoro generano un costo per l’Unione europea pari al 3,3 % del suo PIL, ossia 476 miliardi di EUR ogni anno che potrebbero essere risparmiati adottando le giuste strategie, politiche e pratiche in materia di sicurezza e salute sul lavoro.
Le stime sono i risultati di un importante progetto sui costi e benefici della SSL. Il progetto è stato realizzato dall’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), dal ministero finlandese per gli Affari sociali e la salute, dall’Istituto finlandese per la salute sul lavoro (FIOH), dall’Istituto per la SSL di Singapore, dalla Commissione internazionale per la salute occupazionale (ICOH) e dall’EU-OSHA.
L’aumento del monitoraggio dei lavoratori, la disponibilità 24 ore su 24 e tutti i giorni della settimana, i frequenti cambi di occupazione e la gestione del lavoro in base ad algoritmi possono aumentare i livelli di stress dei lavoratori. Gli esiti piu’ probabili dell’incremento della digitalizzazione sono stati individuati quali essere: maggiori rischi ergonomici causati dalle interazioni dell’uomo con il macchinari e l’aumento del lavoro mobile e online.
La digitalizzazione e l’avvento delle nuove tecnologie stanno influenzando la natura dei lavori e dei compiti assegnati, i settori e le industrie in cui le persone lavoreranno e persino la loro percezione del lavoro. Gli andamenti prevedono  che entro il 2025 le tecnologie basate sulle TIC cambieranno le attrezzature, gli strumenti e i sistemi impiegati per organizzare, gestire e fornire prodotti, servizi e conoscenze. La relazione (Previsione dei rischi nuovi ed emergenti per la sicurezza e la salute sul lavoro connessi alla digitalizzazione entro il 2025) esamina gli impatti potenziali della digitalizzazione: robotica collaborativa, intelligenza artificiale, “ Internet delle cose” , veicoli autonomi, bionica, realtà virtuale e aumentata, tecnologia indossabile, big data, stampa 3D e 4D e piattaforme online.


Concludo con le parole di Genséric Cantournet:
« Questo è l’obiettivo che io e i miei associati ci siamo proposti nella creazione di KELONY® :
mettere a disposizione delle organizzazioni un gruppo di esperti
riconosciuto per offrire alle aziende un protocollo basato sulla
cindinica che raggruppa le scienze che studiano i rischi anche chiamata
“scienza del pericolo”.

Cinque le dimensioni principali che consideriamo delle realtà sottoposte al nostro esame: il modello organizzativo, i suoi dati statistici, le sue finalità, le sue regole e i suoi valori.
KELONY® consente di proteggersi dall’effetto domino indotto dal fatto che le aziende affrontano in formazione di battaglia in modo frammentato per affrontare i rischi sempre più complessi della regolamentazione, legale, sociale, ambientale ed economica.
Le aziende non possono più imparare dal passato ma devono ripensare radicalmente il loro modello di protezione.

Di fronte a rischi sempre più pervasivi, i dirigenti sperimentano quotidianamente di dover prendere decisioni sempre più veloci in un contesto di incertezza sovrana e con conseguenze radicali.
Il nostro obiettivo è quello di aiutarli ad accettare il fatto che devono far supervisionare tutto ciò da una terza parte di fiducia, un co-pilota dei rischi.
KELONY® è il primo strumento strategico a massima tutela dai rischi poiché aggiunge la qualità di Terza Parte Indipendente di Validazione delle protezioni messe in atto.
I dirigenti saranno sempre responsabili dei rischi delle loro aziende, qualunque sia l’organizzazione scelta.
Il passaggio ulteriore è che le strutture responsabili per i rischi nelle aziende così come la loro strategia sia soggetta al controllo di un ente terzo di validazione di assoluta autorevolezza, quale si prefigge di essere
KELONY®».

Operatività di
KELONY® – Risk Rating Agency nel mondo
https://kelony.com/

by marcello lopez – editor

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