LIBIA & C. … La politica italiana decida sulle sue Forze Armate: Combattenti o Dame della Carità ?

Italia/Libia: is AWOL !

Bertrand Russell ( filosofo pacifista): «La guerra non stabilisce chi ha ragione, ma solo chi sopravvive»

Quando il politicamente corretto diventa ridicolo

Libia, parla Michela Mercuri: “La miopia della politica internazionale italiana ha fatto perdere il vantaggio acquisito con il vertice di Palermo”
(Link all’intervista su Reportdifesa.it dell’8 aprile 2019)

http://www.reportdifesa.it/libia-parla-michela-mercuri-la-miopia-delal-politica-internazionale-dellitalia-ha-fatto-perdere-il-vantaggio-acquisito-con-il-vertice-di-palermo/?fbclid=IwAR310B1CeWMjTc9TkGs5OQUijNFtyPfIu4add3rCcY134UWgpio83GwOb9E

Andrea Festa dal Sole24Ore dell’11 Ottobre 2018 :

«… L’Italia concentra nell’area rilevanti interessi geopolitici, economici e di sicurezza. Tradizionale partner della Libia – che, è bene ricordarlo, non fa parte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, non ha accordi bilaterali commerciali con l’UE né ha mai ratificato le Convenzioni internazionali sullo status dei rifugiati e sul diritto del mare – il nostro Paese ha visto mutare drasticamente la propria posizione negli ultimi anni. Solo nel 2010, l’Italia registrava un interscambio di oltre 17 miliardi di dollari con la Libia, quasi tre volte quello francese e inarrivabile per chiunque, di cui gran parte necessario per soddisfare il proprio fabbisogno energetico. Nel 2011, l’anno della caduta del regime di Gheddafi e l’inizio del conflitto interno, l’interscambio è tracollato a meno di 6 miliardi mentre nel 2017 si è attestato a 3 miliardi. Numeri eloquenti che rendono l’idea delle dimensioni del danno economico bilaterale, a cui vanno aggiunte la contestazione del ruolo geopolitico nell’area e le problematiche in materia di sicurezza.»

Qui sotto riporto il ranking relativo al 2019 di Global Firepower in base alla potenza militare di ciascuna nazione basata su 55 parametri che determinano la classifica in base al c.d. Power Index (‘PwrIndx’).
Come si può osservare, l’Italia si colloca, probabilmente con sorpresa di chi non è addetto ai lavori, al non trascurabile 11° posto.


2019 Military Strength Ranking  by Global Firepower (GFP) https://www.globalfirepower.com/countries-listing.asp

Tutto ciò premesso, grazie anche alle autorevoli citazioni sopra riportate, occorre che i Governi Italiani rompano gli indugi e decidano se trascinarsi ancora il retaggio dei complessi di colpa/inferiorità ereditati dai due conflitti mondiali precedenti e dall’influenza confessionale inibente vaticana e allora tanto vale trasformare la nostre Forze Armate nell’Esercito della Salvezza, in una compagnia di Boy Scout o tramutarlo in un ordine monastico del tipo “Le Figlie della carità” oppure decidere che le Forze Armate Italiane servono a difendere primariamente la Nazione ma anche gli interessi strategici del Sistema Italia a livello globale ma soprattutto nella nostra area di influenza e cioè a dire il bacino del Mediterraneo, il Nord Africa/ Medio Oriente e il Corno d’Africa. 
In calce un esempio della ridicola pruderie che risente del retaggio di cui sopra:
Palazzo Chigi ha bocciato lo spot tv per il 4 novembre scorso, giornata delle forze armate, che avrebbe dovuto celebrare il centenario della vittoria italiana nella prima guerra mondiale.
Il Dipartimento di Palazzo Chigi per l’informazione e l’editoria, a cui spetta il compito di valutare i messaggi di utilità sociale che il servizio pubblico può trasmettere a titolo gratuito, guidato dal parlamentare del M5S Vito Crimi, ha sentenziato che il video non usa i soliti toni istituzionali, quelli «propri delle campagne di comunicazione delle amministrazioni dello Stato».
Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria ha sottolineato che: “lo spot non mette in risalto la molteplicità delle attività svolte dalle forze armate e gli altri valori che caratterizzano i militari come la solidarietà e l’integrazione con la comunità.”
Pare evidente che le nostre Forze Armate meritino più attenzione, competenza e soprattutto una cultura specifica da parte di chi ricopre incarichi di vertice e deve stabilirne la mission e le strategie.
La multidisciplinarietà, l’esperienza e le competenze complesse richieste alla Difesa non consentono pericolosi dilettantismi o interpretazioni folkloristiche del ruolo con parate e picchetti d’onore a vantaggio in onore dell’improvvisato politico di turno. 


Spot televisivo delle Forze Armate Italiane per la commemorazione del 4 Novembre (festa delle Forze Armate) cassato perché troppo “combat”

PROPOSTA DI LEGGE
Istituzione di un corpo militare d’élite, modello Légion étrangère, in cui reclutare “forzosamente“- a meno di sottostare alla pena massima prevista dal codice penale (opportunamente inasprite soprattutto per i minorenni) – tutti i giovani tagliagole arruolati dalla malavita organizzata e ancora recuperabili sulla base opportuni test – che potrebbero trovare uno sfogo alla loro aggressività servendo la patria e magari scoprendo una “mission” per la propria vita salavandosi dal peggio e riscattandosi, esattamente come fanno le palestre di pugilato ed i loro istruttori per i ragazzi di strada.