L’Europa, Macron, l’Italia e l’ Impero del Dragone


Chinese President Xi Jinping and French President Emmanuel Macron (Reuters/J. Pelissier)

Se certamente Francia e Germania sono abili a curare i propri interessi nazionali anche a scapito dell’Italia e a causa delle deficienze del nostro Sistema Paese – sappiamo infatti che il valore totale dei contratti francesi è stimato intorno ai 30 miliardi di euro e che Emmanuel Macron ha anche annunciato che la Francia e la Cina collaboreranno a tre “progetti pilota” di investimento nell’ambito della Via della Seta – la posizione che la Francia promuove con la Cina è di compromesso , ovvero un’adesione puntuale e non globale al piano di infrastrutture di Pechino in Europa, a differenza di quanto fatto dal Governo Italiano.

Sergio Mattarella e Xi Jinping 

Macron, la Merkel e Juncker non sprizzano simpatia ma hanno fatto presente al Signor Xi-Jinping che i diritti umani, quelli delle minoranze e dei dissidenti vanno rispettati…
In Italia dobbiamo ringraziare il Presidente Sergio Mattarella se una flebile voce si è levata a ricordare ai nostri interlocutori cinesi questi temi, al di là dei trionfalismi di facciata.
Inoltre temono che Grecia, Portogallo, Ungheria ed ora l’Italia siano il cavallo di Troia per scardinare la compagine – già malmessa – europea.


Sun Tzu: “Se concentro la mia forza, mentre il nemico la divide in dieci, posso usare tutta la mia forza per attaccare soltanto una parte della sua. In questo modo, gli sarò sempre superiore di dieci contro uno.”

L’ Italia NON è, e forse non riuscirà mai ad essere, una Nazione/Sistema.
La Storia ci insegna che dall’ Impero Romano in poi che questo magnifico stivale composito di personalità geniali, di talento e di intelligenze da vendere (e infatti le vendiamo a prezzo di saldo a tutto il mondo per la nostra incapacità e insipienza) ha sempre subito il servaggio straniero.
Abbiamo sempre preferito le guerre fratricide e di farci spalleggiare dal
lanzichenecco di turno straniero, che poi ci ha sempre presentato un conto molto salato e doloroso.

Personalmente, allora, da Italiano senza Italia, preferisco delegare la mia rappresentanza all’Europa o in subordine alla Francia – che tanta cultura e radici hanno derivato dalla grande civiltà italica – piuttosto che al Dragone Cinese, all’Orso Russo, o al Cowboy Yankee.
Certamente i legami con gli States sono forti e solidi e lo debbono rimanere ma gli interessi dell’Europa non sono più così perfettamente coincidenti coome lo erano in passato, soprattutto con l’attuale amministrazione Trump.

I nostri eccellenti distretti industriali che il mondo ci invidia mi ricordano le nostre gloriose Repubbliche Marinare e i nostri fastosi Principati Rinascimentali che dopo aver diffuso cultura, bellezza, tecnica e prosperità in tutto il mondo furono spazzati via appena fu deciso da qualche re o imperatore straniero al comando di grandi apparati statuali uniti e militarizzati.


Pertanto evitiamo proiezioni internazionali velleitarie e accenti da miles gloriosus…cerchiamo perlomeno di tutelare gelosamente quello che ancora non abbiamo svenduto o ceduto sotto ricatto.

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